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Dal 1999 ad 2006, per quattro giorni a settimana ho il piacere e l'onore di dirigere il LABORATORIO TEATRALE INTEGRATO a cura di: Ass. ONLUS "IL PONTE", LA COMPAGNIA DELLE STELLE, COMUNE DI ROMA, PROVINCIA D ROMA, al quale partecipano 57 RAGAZZI diversamente abili. A loro va tutto il mio amore! Sempre!

Inoltre, collaboro attivamente con EMERCENCY, AMNESTY INTERNATIONAL, UNICEF.

 

Ritengo che l'arte in tutte le sue forme debba essere veicolo fondamentale per l'integrazione tra gli individui e far accrescere la loro autostima attraverso essa. Per ora la mia teoria mi ha dato ragione. Non ho parole per descrivere ciò che provo durante l'anno in ogni mia giornata di lavoro con loro.

I MIEI RAGAZZI SONO FANTASTICI!!!! TUTTI!!!!

 

 

 

 

“TEATRO INTEGRATO” - La Compagnia delle Stelle (Lino Moretti risponde ad alcune domande posteci da PRO ARTE)
Cos’è il “Teatro Integrato”? 

L. M.   E’ un “Laboratorio Teatrale” che permette a ragazzi portatori di handicap e “normodotati” di “integrarsi” tra loro, e partecipare, confrontarsi e esponendosi attraverso l’arte ed il linguaggio teatrale.

Il lavoro viene curato da più soggetti: direttore artistico, regista, assistente alla regia, costumista, scenografo, coreografi, psicologi, operatori dell’ASL…, coadiuvati dall’organizzazione delle “strutture” gestrici,  associazioni, cooperative, onlus… di teatro e servizi sociali, che hanno stilato, presentato e realizzato il progetto.

E’ da annotare che dal 2001 “La Compagnia delle Stelle” di Roma, specializzata tra l’altro nella formazione, in collaborazione con le istituzioni e associazioni, ha avviato un “Laboratorio Teatrale Integrato” al quale partecipano 48 ragazzi suddivisi nel 50% tra i due "soggetti". I partecipanti hanno una età compresa tra i 14 e i 28 anni. L’accesso ai corsi è libero!

Cosa significa essere un “allievo” del laboratorio di “Teatro Integrato”?

L M. Tutto è soggettivo. Chi si iscrive, indipendentemente dall’età, si è notato che lo fa per “mettersi alla prova”. Questo accade sia nei ragazzi “portatori di handicap” che nei “normodotati”. Infatti, da entrambe le situazioni, nel corso del laboratorio, si scopre che le “diffidenze” iniziali svaniscono dopo il secondo giorno di esercitazioni. Le prime lezioni sono state strutturate sull’auto-conoscenza, la comunicazione, l’interazione e sulle tecniche di rilassamento. Ciò ha provocato alla mia lezione un aurea di stima reciproca.

Il passo è fondamentale per questo tipo di laboratorio teatrale; il “noi siamo uguali”.

Ci confrontiamo, giochiamo insieme, ci uniamo per un unico e uguale obiettivo; la “rappresentazione teatrale”.

Essere un allievo di “Teatro Integrato” è certamente sinonimo di maturità, di estrema sensibilità, di forte passione artistica, di apertura sociale e di infinita operosità. Queste caratteristiche, dicono da sole chi sono i ragazzi che vi partecipano, e quelli che chiedono di partecipare.

L’allievo ricerca, trova, ed esprime le sue sensazioni sulle “circostanze date” del testo da mettere in scena. Ognuno a suo modo. Anche un solo gesto riuscito, una battuta detta bene… può provocare le stesse soddisfazioni che trova un altro a giocare nel fare teatro, a mettersi alla pari di chi è considerato un “normale”.

Questo tipo di “scuola”, può portare al “professionismo”?

L. M. Certamente. Resta inteso che le “doti artistiche” non le regala nessuna scuola o laboratorio, che serve invece ad affinare ed esaltare le proprie capacità, con lo studio. E’ una “scuola” come le altre. La differenza è che vi possono partecipare, fortunatamente, tutti coloro che ne sentono il desiderio. Tra questi i ragazzi portatori di handicap, ragazzi a disagio sociale… Tutti, proprio tutti. …come è giusto che sia!!!

…Le “differenze” sono date dall’ignoranza e dalla stupidità umana. Il “teatro”, come è nella sua natura, unisce la “massa” in branchi e come unico spettatore, applaude da protagonista i primi attori sulla scena.

La Direzione Artistica

La Compagnia delle Stelle

Eccoci giunti al finale di questo lungo, straordinario e faticoso percorso di quest’anno. Il Laboratorio Teatrale Integrato giunto alla sua seconda edizione, si presenta nella sua veste abituale e fuori dagli schemi convenzionali teatrali. Più persone nello stesso ruolo che girano e si alternano. I due gruppi formati da quarantacinque ragazzi di ogni età, si divertono e voltano tra la parola recitata e il movimento del corpo, come su di una giostra, la cui corsa finisce alla chiusura del sipario. Tutti con la propria parte, alcuni giocano ad essere antagonisti e protagonisti allo stesso tempo. La struttura drammaturgica e musicale della più importante commedia musicale italiana, lo ha reso possibile.
Il percorso formativo che ci ha impegnati duramente durante l’arco del laboratorio, è stato sviluppato e si è articolato in più fasi: Tecniche di autocontrollo, rilassamento, movimento scenico e corporeo, la parola parlata, la parola cantata, danza, tecniche di recitazione, improvvisazione, comunicazione del gesto e del pensiero, autoconoscenza, esercizi d’integrazione e socializzazione, ...il teatro! Gli incontri hanno sempre avuto all’apertura ed alla chiusura della giornata di laboratorio, un “momento” di colloquio tra operatori socio-sanitari, noi docenti e i partecipanti. I risultati del percorso, dal nostro punto di vista, sono sorprendenti positivamente e ci entusiasmano giornalmente.
A questo proposito, colgo l’occasione di fare un plauso a quanti collaborano con me alla realizzazione del progetto e all’ Istituzione locale che permette annualmente la sua realizzazione credendo e consolidando sempre più le proprie pregevoli e utilissime iniziative.
La costanza di partecipazione dei “ragazzi” mi gratifica personalmente. E il loro impegno quotidiano, la loro tenacia e la loro passione teatrale, esaltano continuamente la mia piccola sensibilità artistica da rimandare a loro le stesse vibrazioni suggestive. Quelle stesse che preferisco non scrivere, ma... tenere ben custodite negli scrigni delle mie più amorevoli emozioni.


Lino Moretti

Il Presidente
Dell'Associazione onlus “Il Ponte”

Il gruppo teatrale dell'Associazione il Ponte per il secondo anno è riuscito a portare sul palcoscenico uno spettacolo.
Ciò non sarebbe nulla d'eccezionale visto che esistono molte compagnie amatoriali che mettono in scena spettacoli, se non fosse che la nostra compagnia è formata da ragazzi disabili e non, ed è inoltre composta da quarantacinque ragazzi.
La scelta dei testi il primo anno “Se il tempo fosse un gambero” e quest'anno “Aggiungi un posto a tavola” non è causale: entrambi commedie brillanti nell'ambito delle quali i nostri ragazzi oltre a fare un'esperienza fondamentale per la loro crescita si sono potuti divertire.
I nostri figli sulla scena hanno la possibilità di conoscere alcuni aspetti di loro stessi che altrimenti non emergerebbero e tutti hanno la certezza di esserci perché la nostra associazione ha scelto di non selezionare i ragazzi, ma di impegnarli tutti secondo le loro possibilità così possono essere visti e riconosciuti ed ottenere un momento di notorietà aumentando la loro autostima.
Come Associazione di genitori abbiamo scelto la strada dell'impegno sociale, auspicando una seconda una secondo noi possibile, ma non scontata integrazione indicando uno stile di lavoro: preferendo ciò alle sterili recriminazioni di come siamo sfortunati.

Il Presidente
Dell'Associazione onlus “Il Ponte”
Domenico De Angelis

IL PUNTO DI VISTA DEGLI OPERATORI SOCIO-SANITARI


L'esperienza del laboratorio teatrale integrato ha dato ai ragazzi la possibilità di effettuare un percorso che ha portato alla creazione di un'identità e di una coesione di gruppo molto forti. Le persone che si sono iscritte quest'anno non hanno avuto grandi difficoltà ad integrarsi nel gruppo che aveva già partecipato lo scorso anno. Anche coloro che presentavano maggiori difficoltà gradualmente sono riusciti ad inserirsi e a partecipare, grazie ai nostri interventi e all'aiuto dei ragazzi che sono riusciti a cogliere queste difficoltà e a trovare, ognuno, la propria modalità di relazionarsi e di comunicare. Sicuramente lo spazio dedicato alle dinamiche psicologiche e relazionali ha favorito il percorso di integrazione e conoscenza dell'altro. Tutto questo emerge chiaramente dai pensieri espressi dai ragazzi stessi. Molti di loro hanno infatti raccontato come il laboratorio sia stato un modo per conoscere nuove persone, stare insieme e sentirsi appartenenti ad un gruppo con uno scopo comune. Rispetto allo scorso anno ci sono stati molti progressi e ciò indica che l'esperienza aiuta i ragazzi a crescere e ad acquisire maggiore sicurezza in sé stessi.

Operatori socio-sanitari:
CRISTINA COMANDINI
SILVIA CHIRILLI
CLAUDIA MANCINI
CLAUDIO MARRELLA
ELISA TARRONI

Tutor-Psicologa:
GABRIELLA MOSCATTI